dom 15 settembre 2019, 16:26

L’uomo che superò i confini del mondo

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Bastano poche parole a sovvertire 500 anni di “storia” colombiana.
Una frase come Non nobis, Domine, non nobis, sed Nomimi tuo da gloriam (“Non a noi, non a noi, Signore, ma al tuo nome dona la gloria”), il definitivo marchio templare dell’enigma.

Il nuovo libro di Ruggero Marino, “L’uomo che superò i confini del mondo – vita e viaggi di Cristoforo Colombo l’eroe che dovrebbe essere santo” (Sperling & Kupfer), è l’ulteriore approfondimento di una ricerca che va avanti ormai da circa 20 anni, dopo “Cristoforo Colombo e il papa tradito” e “Cristoforo Colombo l’ultimo dei Templari” che Mauro Mazza, definì rigoroso, ma avvincente come il “Codice da Vinci” mentre Gianni Letta parlò del lavoro di Marino come del più importante caso di revisionismo degli ultimi decenni.

Se in “Cristoforo Colombo. L’ultimo dei Templari” Ruggero Marino invitava a ripensare l’immagine del navigatore tramandata ai posteri, in questo nuovo libro, la sua tenace e anticonformista ricerca storica si spinge ancora oltre, regalandoci un’appassionante narrazione che smonta uno a uno i “miti” e le secolari e infondate accuse costruite sulla figura dell’ammiraglio cittadino genovese.

A partire proprio dalla grande bugia, quella che tutt’oggi si trova sui libri di scuola, secondo cui Colombo approda al Nuovo Mondo per errore. Niente di più falso: il navigatore è perfettamente consapevole del suo obiettivo ed è molto più di un semplice e fortunato marinaio.
È un messaggero, incaricato direttamente da un Papa, quell’Innocenzo VIII che subirà come lui una damnatio memoriae a opera del successivo pontefice, lo spagnolo Rodrigo Borgia, Alessandro VI. E l’Ammiraglio, il Christo Ferens (come si firmava), subirà l’infamia di tornare in Spagna in catene, per poi essere liberato da quei re cattolici, Ferdinando e Isabella, cui si è devotamente affidato, ma che hanno più di una responsabilità tanto nell’accaduto quanto nella falsificazione storica che seguirà.

Ancora una volta l’indagine appassionata di Ruggero Marino si muove lungo i percorsi di un’incredibile contro-storia. In relazione ai quattro avventurosi viaggi di Cristoforo Colombo, alle sue reali e misteriche conoscenze, alle sue qualità sciamaniche, alle “prescoperte”, alle mappe “impossibili”, alla situazione politica e religiosa, che accompagnò le imprese del “navigatore dei due mondi”, al suo ruolo di inviato della Chiesa di Roma e di cavaliere crociato, plausibilmente figlio di papa Innocenzo VIII. Erede di un sogno anche templare.

In un crescendo di inedite e sorprendenti novità. Nella certezza di un complotto, a danno di Colombo e di Innocenzo VIII, che ha mutato la storia.

La scienza si appella ai documenti ed è giusto che lo faccia. Ma da 5 secoli la critica si scontra su quegli stessi documenti, senza mai avere trovato un accordo. Per cui l’unico dato scientifico di tutta la questione è l’assoluta “ascientificità” di ogni ricostruzione fatta sino ad oggi. In una storia ricucita e rattoppata in modo che le facciano difetto i “documenti” primari, senza i quali nessuna storia può essere considerata scientifica: e cioè la logica, il buon senso ed in alcuni casi perfino l’evidenza.
Dopo la morte di Colombo, il silenzio. Per secoli la figura di Colombo sarà dimenticata, e tuttora è in attesa di un’autentica riabilitazione. Per due volte è stato avviato un processo di beatificazione da parte di Pio IX e Leone XIII e regolarmente interrotto. Marino ne rivela l’incredibile documentazione. I mille volti di Colombo, geniale navigatore, eroe senza pace, cavaliere del mare, templare, santo e missionario, vengono restituiti in questo libro grazie anche a una prosa avvolgente, che incalza il lettore con ipotesi sorprendenti, sempre sorrette da solidissima documentazione, e lo conduce in un lungo viaggio, ricco di fascino e mistero, da ripetere al fianco del “navigatore dei due mondi”.

 

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