sab 27 maggio 2017, 2:55

La danza delle marionette

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Luca Buggio. La danza delle marionetteAngus è un vampiro, un predatore che sceglie le prede con attenzione: solo chi fa del male ad altre persone. Le vittime delle sue vittime diventano i suoi protetti, prendersene cura lo fa sentire ancora vivo, amato. Umano. Ma ugualmente diviso tra un mondo a cui non sente di appartenere e uno che non lo riconosce più.
Kerri non ha avuto una vita facile, la sua infanzia è un incubo che vorrebbe dimenticare. Angus l’ha tolta dalla strada e lei è cresciuta e diventata forte al suo fianco, fingendo di non accorgersi dei suoi tanti misteri.
Galinder guida congreghe di vampiri dai tempi degli imperatori romani. Saggia guida per alcuni, spietato tiranno per altri. Indifferente alla sorte dei mortali, gli interessa soltanto mantenere il potere, alimentando gli intrighi che nascono alla sua corte.
Malakith ha un unico scopo nella sua millenaria esistenza: sconfiggere Galinder una volta per tutte. Nessuno scrupolo rallenta il suo cammino. Porta tempesta e si lascia alle spalle distruzione.
Suona la danza e le marionette si muovono a tempo di musica.
Galinder e Malakith. I loro seguaci, i loro servi.
Angus. E Kerri.
Chi è che regge i fili?
Una storia avvincente che si legge d’un fiato, ricca di colpi di scena e di personaggi incredibilmente vivi: sorprende, emoziona, commuove. Una storia che fa riflettere sull’ambiguità dei sentimenti e su tutte le sfumature della parola “amore”, dalla più nobile alla più perversa. Amare può essere crudele. E pericoloso.

Luca Buggio è nato a Torino il 15 luglio 1966; laureato in Ingegneria, affianca alla sua attività la passione per il teatro e per la narrativa. La Danza delle Marionette è il suo primo romanzo e deve l’ispirazione ad una lunga esperienza nel mondo del volontariato: anche se i personaggi e le vicende della storia sono di pura fantasia, le emozioni che la pervadono sono reali, fino all’ultimo sorriso, fino all’ultima lacrima.

[Voti: 1    Media Voto: 5/5]
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3 Risposte a “La danza delle marionette”

  1. Giuseppe
    4 maggio 2009, 19:33

    Una bellissima storia di vampiri dove si trova proprio tutto: una trama avvincente che ti tiene incollato fino alla fine, scritta con uno stile molto visivo, che sembra quasi di trovarsi in mezzo a un film! Il punto di forza sono però i personaggi, che escono dalle pagine del libro per la grandissima forza delle loro emozioni: emozioni vere, concrete, umanissime. E’ una storia di vampiri, dove c’è azione finché si desidera. Ma c’è anche una straordinaria, malinconica, e verissima storia d’amore.
    Un libro che può conquistare tutti.

  2. Silvia
    13 giugno 2009, 15:53

    “La lettura è stata piacevole, mi è piaciuto molto fantasticarci su questa storia, è vero, così come tanti hanno scritto, che sembra un film: lo vedi, lo senti, scorre veloce in tutte le sue dinamiche, un film avvincente.
    Io però amo la “lentezza” e quindi ringrazio di questa versione scritta che mi permette di immaginare e dilatare emozioni e immagini nel rispetto dei miei tempi.
    Dovrei rileggerlo almeno altre dieci volte, perché sono sicura di essermi persa aspetti importanti, perché questo libro è ricco di sfaccettature diverse, riferimenti da approfondire, di piani che si sovrappongono, di complessità profonde, “abbondante” come la vita.
    La mia criticità è che non amo il genere fantasy e nemmeno la ricchezza di personaggi e di intrecci che il racconto propone. E’ un mio limite.
    Semplifico conservando dentro me la storia di un vampiro buono, egli vive nel rimorso di avere ucciso la moglie ed espia il suo peccato dedicandosi a chi vive ai margini della società, si nutre dei “cattivi” e protegge i buoni; la volontà degli individui non è sufficiente, in questo racconto, a determinarne la libertà e la giustizia degli eventi.
    La storia è coerente, si snoda, dall’inizio alla fine, fluente; è raccontata in modo efficace da un narratore esterno che però lascia “sentire” gli stati emotivi più intimi dei suoi personaggi.
    E’Angus il maestoso protagonista che si muove in un’America ben ambientata e suggestiva nel periodo invernale e natalizio che va dal 2 novembre al 31 dicembre.
    Trovo azzeccatissimo anche il periodo scelto, nella mia esperienza le disavventure e difficoltà maggiori coincidono con questo periodo dell’anno, è il periodo delle svolte, delle rinascite, della crescita personale.
    Bella la figura di Kerri e fantastica Erin, Chris è per me la speranza di un futuro più trasparente, anche se so che nella vita dove ci sono segreti si alimentano patologie e negatività e conflitti, insomma l’impossibilità di poter essere veramente liberi.
    Chris per me è potenzialmente libero, ho amato il personaggio già nella prima versione.
    Convengo che sebbene i personaggi siano innumerevoli e su molti, specie sui non umani, non mi sia soffermata molto, tutti contribuiscono al senso profondo del racconto e tra le diverse metafore assolvono ad una precisa funzione nel procedere della storia, sembra di vederli perché ben descritti, chiaramente caratterizzati e credibili. Non mi pare ce ne siano di inutili o di poco delineati, sono tutti molto “vivi”, paradossale questo per i vampiri soprattutto; è espressione per me di un pensiero al quale sono molto legata, cioè che l’aggressività in sé è una forza, è espressione di vita e non va soffocata.
    Mi sembra di leggere anche, in questo racconto, un modo di vedere le cose con un eccesso di senso di “espiazione”. Angus soprattutto vuol pagare un conto del passato per l’eternità, assumendosene una totale responsabilità, precludendosi un presente nel timore anche di un futuro, la stessa scelta farà Kerri.
    E’ un racconto che intende la vita con l’aspetto della “pianificazione” e di molto “controllo” di molta responsabilità verso gli altri (i puri, i bambini, i ragazzi, i malati) ma che diventa autodistruttiva per chi però non riesce ad avere compassione di sé.
    C’è molta vita vera in questo racconto fantasy, genere che ho detto di non amare ma al quale, in questo caso, mi sono appassionata. Mi sembra anche molta ricerca di sicurezza e di verità. La nostra vita però è movimento continuo, instabilità.
    La stabilità e la sicurezza esterna sono solo illusioni.
    E’ l’accettazione dei propri limiti l’energia dell’affetto e dell’amore verso se stessi.
    Nessuno può essere perfetto, neppure un vampiro credo.
    Ho imparato che quando non ci sentiamo capaci e bravi subentra una spinta di crudeltà verso noi stessi.
    E’ questa, per me, la trappola.
    Ho rivisto aspetti anche miei in questo libro ed ho intrapreso durante la lettura un monologo interiore con me stessa per vedermi, nella mia verità, con fiducia, senza giudicarmi, io che tante volte marionetta sono stata ma che, grazie anche a questo racconto, cammino verso la mia libertà di essere umano”.
    Silvia L-

  3. Piero
    25 gennaio 2013, 17:00

    Mi è capitato per le mani questo libro e devo dire che è stato davvero una bella sorpresa, dopo la recente ondata harmony che ha trasformato la figura del vampiro in una specie di tronista che non ha nulla della tensione drammatica di un Dracula o di un Lestat.
    “La danza delle marionette” mi è stata consigliata da un’amica che sapeva che ero rimasto conquistato da “lasciami entrare” di Lindqvist. Mi sono trovato di fronte un’opera prima che non sembra un’opera prima, pubblicata da un piccolo editore, ma che forse avrebbe meritato panorami più importanti.
    L’ambientazione è ben costruita, anche se si parla di una città che non esiste (o forse sì? ho provato a cercare qualcuna delle vie nominate ma non ho trovato un posto che le avesse tutte insieme). I personaggi (forse molti, ma tutti ben caratterizzati) sono a tutto tondo, ciascuno con i suoi pregi e i suoi difetti, le sue forze e le sue debolezze. La trama è avvincente, lo stile sa coinvolgere ed emozionare.
    I miei complimenti all’autore!

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