mar 21 agosto 2018, 8:07

100 donne di nome Anne Frank morirono nella Shoah

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E’ in libreria il saggio “Le 100 Anne Frank” di Roberto Malini (http://www.annesdoor.com/), un’opera che conduce i lettori (specialisti e non) in un itinerario attraverso l’Europa della Shoah, sulle tracce di 100 donne di nome Anne Frank. L’autore ha scoperto le 100 vittime della follia nazista nell’archivio del museo memoriale Yad Vashem di Gerusalemme. “Donne che vivevano fianco a fianco con i non ebrei. Studiavano, crescevano, lavoravano, amavano,” spiega Malini. “Scoprire che non ci fu una sola Anne Frank, ma 100, anzi: 200 (è la terribile rivelazione che si trova in appendice al mio saggio) è stato un evento sconvolgente, anche per uno studioso della Shoah, abituato a fare i conti con numeri altissimi. Sei milioni di vittime (ma io ritengo che siano stati di più, in base a rilevazioni statistiche che diffonderò presto) significa imbattersi in tanti nomi ripetuti. Un popolo quasi annientato in pochi anni: questo, non bisogna scordarlo, fu l’Olocausto”.

La prefazione del libro – dopo un messaggio breve e indimenticabile di Nedo Fiano, sopravvissuto ad Auschwitz e prima di una lucida nota introduttiva del presidente di Yad Vashem Italia Andrea Jarach – è di Gad Lerner: “L’autore evita di inventare, s’inchina di fronte ai crudi dati anagrafici,” scrive Lerner, “spesso incompleti, eppure più che sufficienti a inanellare una sorta di preghiera laica…” G.B.

I diari mai scritti

Dal saggio introduttivo di Roberto Malini:

“Anne Frank e il suo Diario sono nel mondo i simboli più noti della Shoah . La vicenda della giovane ebrea tedesca rifugiatasi con la famiglia ad Amsterdam per sottrarsi alla persecuzione antisemita condotta dai nazisti, arrestata dopo una lunga clandestinità all’interno di un alloggio segreto, deportata ad Auschwitz e morta a causa degli stenti e del tifo a Bergen-Belsen ha commosso milioni di lettori in tutto il mondo. Quando il museo memoriale Yad Vashem di Gerusalemme ha reso disponibile in rete l’archivio dei martiri della Shoah , l’ho consultato. Il database contiene oltre tre milioni di nominativi, con schede compilate dai familiari superstiti e a volte documenti fotografici. Ho così potuto verificare un’intuizione e farne il punto di partenza per un percorso della memoria. Digitando il nominativo “Anne Frank”, ho verificato che sono registrate circa 100 donne, ragazze o bambine con quel nome o con un nome simile a quello dell’autrice del Diario.Sono le 100 Anne Frank, vittime dell’odio contro gli ebrei. Secondo il paese di origine, “Anne” diventa Chana, Hannah, Ani, Anna, Anita. Le 100 Anne Frank hanno vissuto nelle città, negli

shtetl (villaggi ebraici dell’est europeo), nelle zone rurali dei paesi che si trovavano nelle mire dei nazisti. 100 ebree bambine, adolescenti, donne giovani e anziane, casalinghe, studentesse, impiegate, operaie, lavoratrici della terra, di buona famiglia o indigenti. 100 ebree che vivevano in Olanda, Germania, Austria, Polonia, Romania, Iugoslavia, Ungheria, Cecoslovacchia, Francia e altri stati europei. 100 ebree che conobbero la brutalità dei gendarmi, le fredde mura del carcere, l’umiliazione e il dolore della deportazione, la miseria e il terrore dei ghetti e dei campi di concentramento, le ore di angoscia insopportabile in attesa delle camere a gas, di una pallottola o dell’agonia. E infine, per ognuna di loro, “una tomba fra le nuvole, dove non si sta stretti”, secondo la metafora terribile e indimenticabile fissata nei versi di Paul Celan. Delle 100 Anne Frank ci restano una vicenda emblematica che tutto il mondo conosce e pagine di diari mai scritti: vite umane spezzate come steli di fiori nella tempesta. Esistenze fatte di gioie e dolori, di speranze e delusioni, di sentimenti e sogni, distrutte nell’indifferenza, nel fumo e nel fuoco. Le 100 Anne Frank, di cui a volte ci resta solo il nome e l’indicazione del luogo in cui furono assassinate, ci guidano attraverso l’Europa per farci scoprire quello che abbiamo perduto e per chiederci di non dimenticare, perché se il loro diritto alla vita fu negato, forse il loro martirio potrà consentire alle Anne Frank del futuro di vivere”.

Roberto Malini

Le 100 Anne Frank
I diari mai scritti
prefazione di Gad Lerner
con 11 tavole b/n
pp. 208
Cairo Editore, Milano, marzo 2006

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